Dove nasce l'economia oscura delle tangenti: dalla politica

di Giuseppe Turani

Notizie poco confortanti dal pianeta Italia. I due più grandi blocchi di lavori pubblici avviati negli ultimi anni (Expo di Milano e Mose di Venezia) sono al centro di indagini molto serie della magistratura. E se per l’Expo non si è ancora capito bene chi ha preso i soldi (gli intermediari o i partiti?), per il Mose di Venezia è tutto chiarissimo, purtroppo: i soldi li hanno presi praticamente tutti, partiti e istituzioni. Il Consorzio Venezia Nuova era una specie di banca che dava soldi (e altro) a tutti, come una banca: ma senza interessi e senza obbligo di restituzione.


E qui scatta una prima questione. I partiti sono sempre affamati di soldi (anche in regime di finanziamento pubblico). La politica italiana è abituata a spendere cifre colossali. Ogni tentativo di ridurne gli sprechi è stato vano. Stare in televisione tutto il giorno non basta ai vari candidati (forse perché sanno che la gente cambia canale). Per carità, la politica è cara ovunque. Solo che altrove ci si rivolge al mercato, ai privati e alle aziende (salvo qualche furto occasionale). Qui da noi, invece, è sistematico l’assalto alle casse pubbliche. E questo accade perché i partiti politici italiani sono ancora delle “macchine” molto complesse e anche molto costose.


Racconterò un piccolo aneddoto. Anni fa vengo querelato da un importante imprenditore italiano per aver denunciato certi suoi legami troppo stretti con la politica. Negli intervalli del dibattimento, faccio amicizia con l’avvocato della controparte e butto lì una battuta: “Certo che le campagne elettorali dei vostri protetti vi devono costare molto”. L’avvocato mi guarda e, sospirando, dice: “Le campagne elettorali, per fortuna, si fanno solo ogni cinque anni. E’ tutto quello che ci sta in mezzo che ci costa un occhio della testa”.


La prima misura anti-corruzione, quindi, la politica la può trovare in casa propria: deve solo moderare i propri appetiti. Forse i manifesti tre metri per sei si possono evitare. Forse, invece di avere costosi segreterie che “curano” il collegio, si potrebbe puntare sul volontariato oppure il candidato potrebbe farsi qualche buona passeggiata fra i suoi possibili elettori. C’è un paradosso, insomma. La politica mette su un complesso apparato di repressione della corruzione, quando il maggior agente della corruzione è essa stessa.


Da qualche anno, comunque, abbiamo anche quelli che riscuotono tangenti a livello personale. O perché millantano un potere di influenza che magari non hanno o perché sono effettivamente in grado di “accelerare” pratiche e pagamenti. Anche la responsabilità di tutto ciò, comunque, va fatta risalire alla politica. Se la pubblica amministrazione pagasse in tempi certi, non ci sarebbe bisogno di “acceleratori”. Se ogni oscuro burocrate non avesse il potere di ritardare lavori, non ci sarebbe bisogno di ricorrere a intermediatori un po’ ladri.


Possiamo stare qui a discutere per ora, ma una cosa appare certa e incontestabile. All’origine della corruzione dilagante c’è sempre la politica. Sono i suoi comportamenti, i suoi appetiti e la sua incapacità a costruire uno stato moderno che alimentano un’economia oscura fatta di tangenti e di favori. Quindi va bene tutto (super-commissario, leggi nuove, ecc.), ma prima di ogni cosa la politica interroghi e riformi se stessa.


 

17 giugno 2014
 
Diventa fan di Tiscali Social su Facebook
Stampa
 
 

Segui Tiscali Finanza su:

MUTUI
ASSICURAZIONI
PRESTITI
 
Confronta più assicurazioni e risparmia
Marca auto
Assicurazioni on line by cercassicurazioni.it
MUTUI
ASSICURAZIONI
PRESTITI
 
Richiedi online il tuo mutuo e risparmia
Importo mutuo  Euro
mutui prima casa by
MutuiOnline.it
MUTUI
ASSICURAZIONI
PRESTITI
 
Richiedi online il tuo prestito e risparmi
Importo da finanziare   €
prestiti by
PrestitiOnline.it

Cerca le aziende e servizi della tua citta'

Sei a:
Cerca:
© Tiscali Italia S.p.A. 2015  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali